Chi non se lo sente già addosso, questo derby, evidentemente non abita a Roma. Chi non lo sente scendere nella pelle, inarcarsi lungo la schiena, confluire in testa pompato dal cuore a tutto volume, evidentemente non è un tifoso. Non sta facendo la conta dei minuti, non è entrato in una dimensione parallela, dove si può camminare attraverso i due giorni che restano in attesa di quel momento, in cui l'arbitro metterà il fischietto in bocca, e le aquile si scaglieranno sui lupi. Ma questo è il tifoso, altro il razzista, altro l'antisemita. Lazio e Roma, rappresentate da due giocatori, Brocchi e Simplicio, e dai ds Tare e Sabatini non potevano mancare all'appello del Comune di Roma. Chi lotta in campo, fuori non può tirarsi indietro, e cosi Brocchi si presenta ai microfoni, anche per dare un segnale. I campioni servono anche a questo: "È importante più che altro perchè noi abbiamo la qualità e la forza per dare un segnale ai giovani, che devono capire che la lealtà sportiva è la base di tutto. Si diventa campioni partendo da qualcosa di più serio di quello che può essere esclusivamente il gioco del calcio. L'essere uomini e l'essere professionisti significa capire in certe situazioni come comportarsi, da uomo vero, ovvero non sopportare certe cose che non vanno assolutamente bene con l'etica sportiva".
Ma poi si inerpica lungo i fili dei microfoni, si spande in aria, ritorna in mente. Non può mancare, non deve, ogni parola sembra ricondurre alla partita, esserne preambolo, preparazione, attesa spasmodica. E Brocchi mancherà all'appello, e non potrà dare il suo consueto contributo di sudore e corsa, fatica e grinta: "Sarà un derby bellissimo e mi dispiace veramente di non esserci, è una partita che dà emozioni grandi, una di quelle che ti aiuta a mettere in risalto tutti gli sforzi che fai durante l'anno, e durante la tua carriera. Sarà bello per chi lo giocherà, per chi assisterà alla partita, speriamo che alla fine siano tutti contenti". Il derby di ritorno corre d'altra parte il rischio di rimanere bloccato, di non riuscire a vincere le tensioni, le motivazioni potrebbero congelarsi, e la partita rimanere nei propri argini, senza travolgerli, senza accendersi di passione e bel gioco. Ma non sarà una questione di classifica, di calcoli stavolta. La posta è troppo alta, il predominio cittadino troppo importante a Roma. La sfavorita sembra essere la Roma, ma il peso di quest'assunto è relativo, senza importanza che non sia cabalistica, per gli amanti dei ferri di cavallo: "Io penso che la classifica conti relativamente. Noi l'anno scorso siamo arrivato davanti alla Roma eppure i derby persi hanno macchiato la grande stagione che avevamo fatto.Sul piano del gioco non ci ha sbloccati il derby, avevamo giocato con buona qualità anche gli altri derby persi, tranne forse uno. Sicuramente dona qualcosa in più dal punto di vista morale. Non condivido affatto, la Roma non parte sfavorita, è una partita diversa da tutte le altre, non c'entra la posizione in classifica, nè che loro han perso e noi abbiamo vinto, nè le loro difficoltà di questo fine settimana. Se dobbiamo valutare magari le difficoltà di quest'ultimo periodo anche per noi non è stato facile. Conteranno i valori che si metteranno in campo, e la personalità che avrà ogni singolo giocatore in una gara cosi importante".L'assenza di Brocchi è importante, fondamentale nello scacchiere tattico di Reja. E il giocatore ha sempre sentito la partita, e a maggior ragione non può rimanere indifferente, non può che rammaricarsi di non poter dare il suo contributo, la sua carica di adrenalina alla partita: "Non sto vivendo bene perchè sto fuori da tanto tempo e perchè speravo di recuperare per questa partita. Come ho già detto quando non sei più un ragazzino perdere una partita di campionato fa parte del gioco, perderne una cosi ti fa star male il triplo. Spero di rientrare tra una quindicina di giorni. Ho fatto un controllo ieri, la situazione è nettamente migliorata ma non posso forzare per un'altra settimana". Lo scontro non è solo tra due squadra, ma tra due modi di intendere il calcio, il tifo, tra due generazioni di allenatori a confronto. Scontro di valori in campo e sugli spalti, ma generazionale in panchina. Reja e Luis Enrique, due facce diverse del calcio: "Una particolarità interessante e bella da vedere, due idee di calcio opposte, due tipologie di allenatori: uno è agli inizi ed è molto bravo, l'altro ha una carriera alle spalle che parla per lui, tutti e due hanno grandissime qualità. Ho sempre detto che la Roma gioca un calcio bello e divertente, e logicamente ha delle lacune. Noi giochiamo un calcio meno divertente, ma che dà grandi soddisfazioni. Per il morale è importante vincere il derby, dà positività e felicità ad un intero ambiente. Se dovessimo vincere questa partita sicuramente saremmo contenti ma lo saremmo ancor di più per i nostri tifosi perchè sappiamo quanto per loro sia bello e importante andare in giro per la città con la consapevolezza di essere vincitori. Vincere al 93' è stato bello ed entusiasmante, e ci ha voluto in parte ripagare delle delusioni precedenti, c'è sempre nel calcio la legge che ti dà e toglie. Sarebbe bello vincerlo. Poi vincerlo negli ultimi minuti o far gol subito e poi soffrire per 90' va bene uguale. In queste partite ci sono talmente tante cose importanti in gioco che è una partita a parte". E se dovesse indicare tra i suoi compagni chi può arrivare in alto nei cuori dei tifosi, siglando la rete decisiva, graffiando col proprio nome il tabellino, Borcchi non ha dubbi, spiazzando tutti: "Uomo Derby? Mi piacerebbe molto che si vincesse con un gol di Scaloni, che non è un titolare, ma è un ragazzo che ha dato al gruppo qualcosa di importante. Non è mai menzionato, elogiato, domenica ha fatto una partita incredibile. Lui è un grandissimo professionista, uno che tira il gruppo e dà tanto a livello di personalità, quindi veramente il mio sogno sarebbe questo". Il derby si vince con le giocate individuali, dei singoli, ma non solo, è un intero gruppo che lo porta a casa, che lo mette al sicuro difendendo il risultato, ripartendo, coprendosi a vicenda. Si vince tutti o uniti, o da soli si fa naufragio: "Noi una compattezza di gruppo l'abbiamo sempre avuta, nonostante non ci se debba nascondere dicendo il nostro gruppo è inattaccabile. Nessun gruppo, nessuna squadra di calcio è inattaccabile, nemmeno noi. Abbiamo sempre dimostrato di avere voglia e volontà di ottenere risultati attraverso questo, quindi quando andiamo in campo abbiamo sempre la voglia di stare uniti e vincere la partita, come abbiamo dimostrato con l'allenatore quest'anno e in altre occasioni".
C'è qualcosa nell'aria. Ed è subito Derby.
Fonte: lalaziosiamonoi.it
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