È stata una giornata decisamente molto movimentata quella che è stata vissuta oggi da tutti i tifosi biancocelesti che tra notizie provenienti da Formello, Fiumicino e Madrid hanno vissuto sette ore di fuoco tra notizie di dimissioni, smentite, ripensamenti e colpi di scena a non finire. Tutto parte alle ore 14.00 quando nel centro sportivo della Lazio arrivano via fax le dimissioni del tecnico Edy Reja. È la seconda volta in questa stagione che l’allenatore di Lucinico ricorre a questo espediente, sintomo evidente che il rapporto con la società non è più idilliaco come una volta.
LE CAUSE DELLA FRATTURA – Troppi i punti di disaccordo tra le due parti, a partire ovviamente dalla gestione del calciomercato di gennaio quando, nonostante le richieste di rinforzi di Reja per ovviare agli evidenti problemi di una rosa falcidiata dagli infortuni, sono arrivati solamente due giocatori di livello medio-basso come Candreva e Alfaro. Il tecnico goriziano ha visto tutto questo come una sorta di tradimento, ha cercato di fare finta di niente continuando sulla sua strada ma i continui e ripetuti infortuni non gli hanno praticamente mai consentito di scegliere un undici titolare che fosse stato obbligato. Questo ha portato a un utilizzo pressoché costante degli stessi giocatori e di conseguenza a un loro logoramento. Il risultato più evidente sono state le ultime partite con Atletico Madrid prima e Palermo poi, dove la Lazio ha incassato addirittura otto reti segnandone solamente due. Soprattutto il 5 a 1 in terra sicula ha lasciato il segno nel volto scavato del Clint Eastwood di Napoli, come veniva chiamato quando sedeva sulla panchina partenopea, un’umiliazione troppo grossa a cui oltretutto è seguito quel famoso confronto della giornata di ieri con squadra e dirigenza. Pare che in quest’occasione siano stati alzati un po’ troppo i toni, Reja avrebbe fatto notare alla società che lavorare perennemente con una rosa ridotta ai minimi termini non è compito facile, mentre la dirigenza avrebbe fatto capire al tecnico di limitarsi a svolgere il suo lavoro, ricordando peraltro che nei momenti di difficoltà la società lo ha sempre difeso a oltranza contro tutto e tutti.
LE DIMISSIONI DI REJA E LA RISPOSTA DI LOTITO – Sembrava si fosse giunti a una tacita prosecuzione del rapporto fino al termine della stagione, ma nel primo pomeriggio di oggi ecco che a sorpresa scoppia il cataclisma. Le dimissioni presentate da Reja a poche ore dalla partenza per Madrid hanno un’eco incredibile e nell’ambiente romano è subito il caos. Si parla subito di possibili sostituti, di traghettatori fino al termine della stagione, si parla addirittura di una partenza per Madrid del tecnico della Primavera Bollini (poi si saprà che effettivamente era già stato messo in preallarme) ma le notizie non trovano immediatamente riscontri. Lotito si presenta in fretta e furia a Formello visibilmente alterato per le tempistiche scelte dall’allenatore per un simile gesto, e dopo un colloquio molto vivace “obbliga” Reja a guidare la squadra almeno fino alla partita di Europa League contro l’Atletico Madrid. Reja, con tutta la squadra dalla sua parte, decide di acconsentire a questa richiesta salendo sul pullman con i suoi ragazzi ma una volta arrivato all’aeroporto arrivano le sue prime dichiarazioni ufficiali rubate prima dell’imbarco: «Lasciatemi in pace… Come va? Male, male, male». Parole che non lasciano trapelare nulla di positivo e che confermano la tensione che aleggia nell’ambiente.
L’ARRIVO A MADRID E LA CONFERENZA (D’ADDIO?) – La Lazio arriva a Madrid quindi in un’atmosfera surreale, con un allenatore che sta vivendo praticamente da “separato in casa” e una società che si sta muovendo per trovare un nuovo tecnico che possa guidare la squadra. All’arrivo nella sala conferenze del Vicente Calderon poi, arriva laconferma ufficiale da parte della società di tutto quello che è successo oggi pomeriggio attraverso le parole del Responsabile della Comunicazione Stefano De Martino: «L'allenatore alle 14 ha presentato dimissioni formali. La società le ha respinte e nulla cambia. Le valutazioni verranno fatte quando torneremo a Roma». Subito dopo la parola passa direttamente al mister goriziano che nonostante i tentativi di insabbiare l’argomento non riesce a nascondere l’evidente tensione emotiva accumulata in queste ore: «Il mio futuro lo conoscete. Penso a questa gara che giochiamo domani sera. Al momento è questo è il mio futuro, poi ne parleremo al termine della partita con l’Atletico. Posso dire semplicemente che c’è stata una divergenza di opinioni. Chiuso. Abbiamo detto di parlare della gara. Intendo parlare esclusivamente della gara di domani sera». Prova in tutti i modi a evitare l’argomento Zio Edy, ma quando arrivano le parole di stima «noi siamo con il mister», pronunciate direttamente dal suo Libor Kozak, quel talentino coccolato e lanciato nel calcio che conta l’anno scorso, non riesce più a trattenersi riprendendo la parola e intavolando un breve discorso con gli occhi lucidi che sa molto di addio: «I ragazzi hanno sempre dato il massimo a prescindere dal mister. Loro giocano per la società e per i colori. Da quando sono qui i ragazzi sul piano dell’impegno non sono mai venuti meno. Secondo me questo è importante e va sottolineato».
GLI SCENARI FUTURI – Sembra proprio che si sia arrivati ai titoli di coda del film che ha visto Edy Reja al timone della prima squadra della Capitale, un’avventura che sebbene abbia vissuto alti e bassi ha visto un rendimento costante e sempre in crescita in cui si è partiti da una salvezza raggiunta dopo il “disastro” Ballardini, passando per il quinto (quarto) posto dell’anno scorso, fino ad arrivare all’attuale terzo posto in classifica nonostante le tantissime difficoltà incontrate in questa stagione. La storia tra il goriziano e la Lazio è virtualmente finita, e molto significativo è anche il fatto che alla seduta di rifinitura di questa sera al Vicente Calderon, Reja sia arrivato per conto suo in macchina e non, come è sempre accaduto, nel pullman insieme alla squadra. I tifosi si stanno organizzando per far sentire il loro calore all’allenatore, cercheranno in tutti i modi di farlo tornare sui suoi passi e concludere perlomeno questa stagione ma la situazione a questo punto sembra ormai troppo compromessa. Difficile pensare che possano verificarsi ulteriori colpi di scena sebbene dalla società, precisamente dalla voce del Segretario Generale Armando Calveri, giungano notizie che tendono a stemperare un po’ gli animi: «Vi assicuro che non succederà nulla». Difficile riuscire a credere a una simile interpretazione, lo strappo a questo punto è troppo grosso e Lotito, sentendosi tradito dal tecnico sempre difeso ad oltranza, è più che mai determinato nel cercare un sostituto subito dopo la partita di Europa League. Si è parlato di Mauro Tassotti per il prossimo campionato con Bollini traghettatore in questa stagione, ma al momento i nomi più caldi sono quelli di Luigi De Canio e della soluzione interna Simone Inzaghi. Tuttavia non sono da sottovalutare altre piste che ancora non sono passate attraverso mezzi di informazione, allenatori che potrebbero dare una scossa all’ambiente in vista di questo rush finale che vede la Lazio ancora in piena corsa per un posto nella prossima Champions League. In questo momento la Lazio è un cantiere aperto, non c’è nessuna certezza e per sapere come andrà a finire questa telenovela si dovrà attendere almeno fino a giovedì sera. Certo è che l’addio di Reja è molto più che una semplice sensazione, e se non succede l’impossibile, la Lazio da giovedì sera sarà nelle mani di un altro allenatore.
Fonte: lalaziosiamonoi.it
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