giovedì 4 ottobre 2012

LE PAGELLE di Lazio-Maribor: Ederson migliore della classe, Floccari che cuore... Ciani e Cana non convincono


Fonte: Stefano Fiori-Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico Gaetano
LAZIO (4-1-4-1)
BIZZARRI 6,5: Petkovic gli consegna le chiavi della porta, l'argentino lo ripaga con la solita affidabilità. Miracoloso al 13' l'intervento su colpo di testa a botta sicura di Filipovic.
KONKO 5,5: Meno propositivo rispetto alle precedenti uscite, il francese soffre la dinamicità di Ibraimi, soprattutto nel primo tempo. Dopo il gol di Ederson cresce con tutta la squadra.
CIANI 5,5: La sua prestazione è piùvicina a quella deludente di Napoli, rispetto a quella positiva contro il Genoa. L'ex Bordeaux appare troppo macchinoso, spesso intuisce in ritardo i movimenti degli attaccanti.
DIAS 6: Più convincente del compagno di reparto Ciani, anche se nella prima frazione non brilla neanche lui. Al 14' va vicino al gol di testa, mentre nella ripresa guida con più sicurezza la difesa
CAVANDA 6,5: Il terzino belga è il migliore del reparto arretrato. Mostra maggior dinamismo del dirimpettaio Konko, lanciandosi spesso palla al piede in attacco.
CANA 5,5: La gara di questa sera produce una sentenza, in buona parte, già annunciata: l'albanese non è in grado di fare il vice-Ledesma. La posizione di schermo davanti alla difesa non lo mette a suo agio, il numero 27 si dimostra spesso disorientato e in ritardo negli appoggi.
CANDREVA 6,5: Motorino infaticabile, corre su e giù per la fascia destra come se fosse venisse da un lungo riposo. Suo il cross per Ederson per il gol annullato al brasiliano, dà una grossa mano in difesa a Konko.
GONZALEZ 6,5: L'uruguayano è una pedina fondamentale per questa Lazio. Meno lucido del solito nel primo tempo, si riscatta nella ripresa con la sua proverbiale corsa. Millimetrico il lancio per Floccari in occasione della rete che ha deciso l'incontro.
HERNANES 5,5: Nella serata di Ederson, il connazionale non scrive una delle pagine più memorabili della sua carriera biancoceleste. Parte bene, rendendosi pericoloso al primo minuto. Prestazione sufficiente, mezzo voto in meno per il rigore sbagliato, che poteva chiudere la partita.
EDERSON 7: Un gol, una rete in fuorigioco e un colpo di testa fuori di poco. Il brasiliano è il vero protagonista dell'incontro. Nelle azioni del numero 7 si avverte la voglia di conquistarsi un posto da titolare. (68' Onazi s.v.)
FLOCCARI 6,5: Il ruolo di vice-Klose è una missione ardua per chiunque. La punta calabrese dimostra però di meritarsi questa investitura. Primo tempo di sacrificio, ripresa che lo vede più nel vivo dell'azione. Il gol decisivo nasce da un suo pregevole stop e tiro. (91' Kozak s.v.)
All. PETKOVIC 6: Il rischio del turnover era calcolato. Il tecnico di Sarajevo, però, dovrà rivedere la sua scelta di schierare Cana come vice-Ledesma.
MARIBOR (4-1-3-2): Handanovic 6,5; Milec 6, Rajcevic 6, Vidovic 5,5, Mejac 6,5; Filipovic 6; Ibraimi 6,5, Mertelj 6, Cvijanovic 6,5 (85' Komazec s.v.); Tavares 6 (61' Mezga ), Beric 5,5
Fonte: Stefano Fiori-Lalaziosiamonoi.it

lunedì 1 ottobre 2012

domenica 4 marzo 2012

LE PAGELLE di Roma-Lazio: Hernanes freddo, Klose e Mauri determinanti... Scaloni e Garrido praticamente perfetti... Reja uomo derby...



© foto di Alberto Fornasari
LE PAGELLE di Roma-Lazio:
LAZIO (4-2-3-1):
MARCHETTI 6: Praticamente non viene mai impegnato se non quando i suoi compagni gli appoggiano il pallone all’indietro. Sul gol della Roma è leggermente in ritardo ma non era semplice prevedere una carambola del genere.
SCALONI 7: Praticamente perfetto fino al momento dell’espulsione a cinque minuti dalla fine. Gioca una partita eccezionale sotto tutti i punti di vista, senza mai perdere la calma e rivelandosi fondamentale in molti recuperi.
BIAVA 6,5: Se ci fosse stato il guardalinee di Milan-Juventus avrebbe evitato il gol di Borini, ma purtroppo stavolta l’assistente Copelli ci ha visto benissimo. Gioca una partita cattiva agonisticamente, rischiando anche qualcosa di troppo dopo l’ammonizione.
DIAS 6,5: Sembra essere tornato quello dei bei tempi. Gioca una partita attenta, con grande precisione e il giusto agonismo. Morde le caviglie degli avversari e cerca anche di proiettarsi in avant
GARRIDO 7: Prima della partita sembrava dovesse essere l’anello debole della linea difensiva biancoceleste e invece il terzino sinistro uruguayano si rende protagonista di una buona partita senza lasciarsi sorprendere in fase difensiva e spingendo con continuità.
LEDESMA 6,5: Lavoro prezioso a centrocampo andando a contrastare chiunque passi dalle sue parti senza disdegnare la costruzione di gioco entrando sempre nel vivo dell’azione. Serve a Mauri un pallone dolcissimo da accompagnare solamente in rete.
MATUZALEM 6,5: Come sempre è uno di quelli che sente di più la partita e tramuta la sua furia agonistica in una grandissima prestazione. Riesce a dare il cambio di passo e trasformare l’azione da difensiva a offensiva in tante occasioni.
GONZALEZ 6: Tanto dinamismo e qualche buona iniziativa, ma compie troppi errori quando si tratta di chiudere l’azione. È comunque molto importante per gli equilibri del centrocampo ed è fondamentale per arginare il lavoro sulla fasce della Roma.
HERNANES 7,5: Freddisimo nel segnare il calcio di rigore che dopo pochi minuti riesce a portare la Lazio in vantaggio (e sale a tre gol su cinque derby giocati), un po’ meno lucido quando ha l’occasione di portare a tre le reti biancocelesti. Nel complesso comunque una grande partita del Profeta che con i suoi cambi di passo e le sue danze sul pallone semina il panico tra i difensori della Roma (dal 87’ DIAKITÉ s.v.).
MAURI 7: Nel primo tempo non riesce a incidere molto sul match e i suoi movimenti non riescono a fare male alla retroguardia giallorossa. Nel secondo tempo però sale in cattedra e si procura almeno tre chiare occasioni da gol. In una di queste realizza la rete che regala alla Lazio il secondo derby consecutivo, la supremazia cittadina e il sogno Champions (dal 40’ ALFARO s.v.).
KLOSE 7: Stavolta non entra nel tabellino dei marcatori ma è comunque determinante quando dopo sette minuti mette Stekelenburg nelle condizioni di doverlo atterrare. Dopo prende possesso dell’attacco biancoceleste giocando da punta, da trequartista e da ala. Un trascinatore vero.
ALL. REJA 7,5: Altro tabù sfatato dal tecnico goriziano. Dopo 14 anni la Lazio riesce a vincere in casa della Roma e riesce a fare suoi entrambi i derby stagionali. Le dichiarazioni dell’andata di Francesco Totti che lo avevano ironicamente individuato come “uomo derby” non sono mai state più azzeccate visto che da quel momento Zio Edy non ha più sbagliato un colpo e anche oggi ha preparato al meglio una partita, messa subito in discesa dall’episodio che ha portato al rigore e relativa espulsione di Stekelenburg. Ottima la gestione della gara nell’arco dei novanta minuti, senza perdere mai il controllo e mantenendo la giusta lucidità.
ROMA (4-3-3): Stekelenburg 4; Josè Angel 5,5, Juan 6,5 (dal 31’ Bojan 6), Heinze 6, Taddei 5,5; Simplicio 5,5, De Rossi 6, Pjanic 6 (dal 56’ Marquinho 5,5); Totti 5,5, Borini 6,5, Lamela s.v. (dal 8’ Lobont 6). All. Luis Enrique 6
Fonte: lalaziosiamonoi.it

Abbracciamoci più forte, tutti in piedi: la Lazio vince il derby, è padrona di Roma


Abbracciamoci più forte, abbracciamoci di più. Tutta la Curva rimanga in piedi, nessuno si sieda. Il Derby è biancoceleste, la Lazio è padrona di Roma. E alla fine venne il giorno. Il giorno del dominio in città. Roma in attesa si sveglia, stiracchia i suoi millenni di storia, in una domenica primaverile tiepida. Si schiude ai raggi del sole la città Eterna. E venne il giorno in cui la parola arrendersi perse di ogni senso, significato, di fronte ad un Olimpico stracolmo, venne il giorno in cui l'avversario numericamente superiore mostrava tutta la sua baldanza nello stadio che una domenica per volta appartiene alle due squadre di Roma, una volta per uno, notte e giorno, partita dopo partita, a rincorrere l'unica che conta davvero per chi grida ogni domenica in Curva, per chi prende il giorno a lavoro, maledice il traffico, parcheggia di corsa, per chi è di Roma. E venne il giorno senza pronostico, il giorno che può perdere una stagione e farla risorgere, il giorno che fu di Di Canio e Gascoigne, che fece di Castroman un eroe, che rese Protti e Cesar, Behrami, Hernanes e Ledesma nomi famigliari, cari, intimi. Venne il giorno che fu di Klose. Ed eccolo, è arrivato, e tutta Roma è muta, in attesa. A molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi, per avere l'occasione, solo un'altra occasione di tornare qui sul campo ad urlare comunque il vostro amore per la prima squadra di Roma, qualsiasi sia il risultato, qualsiasi sia la prestazione. Ma è stato un sogno, a schiudersi sul prato dell'Olimpico, oggi.
NOI - La squadra biancoceleste viene da giorni tormentati, che hanno fatto di Reja un allenatore dimissionario prima, pedina da sostituire poi,  e figliol prodigo infine, nel volgere di poche ore. La vittoria  contro la Fiorentina, il gol di Klose hanno squarciato le nubi, ma le assenze pesano come macigni nella stracittadina, quella di Lulic su tutti. La Lazio si presenta al cospetto dei cugini con Scaloni e Garrido sulle rispettive fasce di competenza in difesa, Biava e Dias, e per il resto scelte obbligate, o quasi. Matuzalem e Ledesma tecnica e grinta in cabina di regia, sulla trequarti Tata Gonzalez, sull'altro out Mauri e dietro l'unica punta Miro Klose il fantasista brasiliano Hernanes.
LORO - Da Formello a Trigoria l'aria che si respira non è poi cosi diversa. Il sergente di ferro asturiano ha relegato in tribuna De Rossi nell'ultimo match, La squadra di Luis Enrique non ha proposto ai fini intellettuali che gravitano nel mondo del pallone dilemmi filosofici questa settimana, se si esclude un pestone rimediato da Totti che ha tenuto per 5 minuti col fiato sospeso i fan del capitano giallorosso. Nessun ritardatario dunque alla riunione tecnica, ma il tecnico asturiano deve far a meno di Gago, Osvaldo e Cassetti per squalifica, oltre al lungodegente Burdisso e a Perrotta.  A centrocampo per un solo posto disponibile se la giocano Marquinho, Perrotta e Simplicio, con l’ex Fluminense in vantaggio, mentre il ballottaggio dei piccoli prodigi Lamela-Bojan finisce in favore del talentino ex-River.
PRIMO TEMPO - Fischietto alla bocca, nella bolgia dello stadio della Capitale, Bergonzi decreta la fine dell'attesa. E venne il giorno, che il Derby abbia inizio. La Roma parte subito forte, e guadagna un calcio d'angolo, che finisce con un nulla di fatto. Lo schema del match sembra essere quello previsto: Roma con il pallino del gioco, e Lazio pronta a colpire in contropiede. La squadra biancoceleste sembra essere viva, in palla, ed è di Matuzalem il primo tiro in porta, dalla destra, con facile parata di Stekelenburg. Al 7' ,minuto Hernanes approfitta di un errore del centrocampo romanista, serve Klose che si invola, salta Stekelenburg che lo stende. Bergonzi non ha dubbi, è rosso diretto, e rigore per la Lazio. Entra Lobont al posto di Lamela tra le proteste accese dei giocatori giallorossi.  Hernanes contro Lobont, sotto la Sud: 9' minuto di gioco, e la Lazio è in vantaggio. Partenza da incubo per la squadra giallorossa, sotto di un gol ed in 10 uomini, praticamente dall'alba del match. Al 14' ammonito Scaloni, al limite dell'area Scaloni stende Borini: punizione di Totti, serie di batti e ribatti, cross spizzato dalla destra, Juan colpisce la traversa e Borini ribadisce in rete, a nulla vale l'estremo tentativo di Biava di salvare il risultato: 1-1, si ricomincia. Ed è subito Roma, Jose Angel semina il panico, ma il tiro di Totti appena servito è lontanissimo dalla porta. L'inerzia della partita sembra essere clamorosamente mutata, la Lazio sembra aver subito il colpo, prova a risponere con un pressing forsennato sul possesso di palla romanista. Al 26' per un contrasto su Totti anche Matuzalem finisce sul taccuino dei cattivi: ammonito. Al 29' occasione per la Lazio: tiro-cross dalla destra di Matuzalem, al centro Klose non ci arriva per pochi centrimetri. La Lazio sembra padrona del campo, la Roma si affida ai calci di punizione guadagnati dal suo capitano. Al 34' Klose batte un colpo, ma il suo colpo di testa su cross di Matuzalem è centrale. Al 37' Biava viene ammonito causa contrasto con De Rossi, Bergonzi sembra peccare di eccessiva severità contro la squadra biancoceleste,  quasi a voler riequilibrare il match che la Roma gioca in 10 uomini dall'inizio. Il centrocampo della Lazio non sembra riuscire ad approfittare appieno della superiorità numerica, concede troppi errori ai dirimpettai, ed il primo tempo sembra indirizzato verso il pareggio, c'è ancora tempo per un giallo su Mauri causa simulazione, dopo che il centrocampista brianzolo era riuscito a rubare il pallone ed entrare in area di rigore. Primo tempo in chiaroscuro, la Lazio ha guadagnato un uomo ma non il vantaggio, ma la Roma non sembra squadra spacciata, tutt'altro. Tutti a riposare, il secondo tempo attende.
SECONDO TEMPO - Juan rientra in campo nonostante una botta al ginocchio, e la partita riparte, con qualche ululato di troppo dalla Nord contro il brasiliano, che risponde intimando il silenzio. La Lazio sembra essere entrata con un buon piglio in campo, controlla il gioco, vuole approfittare della difesa alta che mette in campo Luis Enrique per evitare di rimanere schiacciato in area di rigore. Nel secondo tempo troppi errori da ambo le parti, a difettare è la qualità del match nel suo insieme, la stessa Lazio sembra essere troppo timida. Al 10' del secondo tempo entra Marquinho al posto di Pjanic, infortunato, e protagonista di una prestazione impalpabile. Tre minuti più tardi Totti da 25 metri dà prova della sua abilità balistica, tiro secco diretto verso l'incrocio di Marchetti, ma il pallone esce fuori. Anche Heinze finisce sulla lista dei cattivi, per un intervento in ritardo su Matuzalem. Punizione, cross sul secondo palo di Ledesma, sbuca il capitano Stefano Mauri, con tutto il peso di 5 mesi di assenza, in spaccata di sinistro frega Lobont, e si invola sotto la Curva Nord in delirio. La Lazio è di nuovo in vantaggio, la Roma trema ancora dopo pochi minuti: Hernanes si trova solo di fronte a Lobont, ma aspetta qualche attimo di troppo, e Juan gli soffia il pallone, tra le maledizioni di Reja. Pochi secondi dopo, Heinze graziato da Bergonzi: il suo intervento su Klose poteva costargli il secondo il giallo. La Roma va avanti a testa bassa, ma commette troppi errori, troppe ingenuità, esponendosi ai contropiedi biancocelesti: al 25' della ripresa è Gonzalez in area a dirigere in porta il pallone, ma il portierone olandese romanista devia fuori dallo specchio. La Lazio è padrona del campo, due minuti dopo Hernanes va al cross dalla destra, ma Klose non riesce a ribadire in rete. La Roma lascia aperte praterie, commette errori evidenti, che la Lazio non riesce a capitalizzare, per chiudere definitivamente il match. A 15' minuti dalla fine entra Bojan Krkic al posto dell'infortunato Juan, in tempo per vedere il cross dalla sinistra di Garrido, una furia, che Mauri spara alto di testa. La Roma prova a creare qualcosa, troppo lentamente, pagando l'inferiorità numerica che impedisce il consueto fraseggio. La Lazio non riesce a chiudere il match, scorrono i minuti, gli spazi diventano abissali, la Roma prova il tutto per tutto. Al 38' è Totti a far correre un brivido lungo la schiena della Nord: il suo colpo di testa va fuori di un niente. Esce il capitano, tra gli applausi, ed entra il neoacquisto Alfaro, che va a fare la prima punta, supportato da Klose. Al 40' Scaloni tocca Bojan involato sulla fascia, e la parità numerica è ristabilita: secondo giallo, e fuori l'argentino. Ad entrare è Diakitè, ammonito appena entrato, al posto di Hernanes. Ma è ancora Lazio: Gonzalez crossa dalla destra, e Alfaro getta alle ortiche colpendo alto. Ammoniti poi Bojan per simulazione e Totti per proteste, andando ad arricchire la già abbondante lista dei cattivi di Bergonzi.  I minuti di recupero sono 4, la tensione è alle stelle, lo stadio è muto, il risultato in bilico. Durante il secondo minuto è Borini a battere un colpo, il pallone impattato di testa finisce molto alto. Il match scivola verso la fine, Bergonzi fischia, e la Lazio conferma il primato cittadino. Due Derby vinti in questa stagione, oggi c'è una sola squadra, una sola Curva a Roma: oggi c'è solo la Lazio. Abbracciamoci più forte, tutti in piedi, a gridarlo tutti insieme: c'è solo la Lazio.
Fonte: lalaziosiamonoi.it

GAZZETTA DELLO SPORT. Reja: «L’ultima stracittadina? Non si sa mai»

(getty images)
Sonno poco, voglia tanta. Edy Reja si è addormentato «alle due di notte per l’agitazione». Eppure l’assillo della vittoria se l’è tolto a ottobre, dopo quattro sconfitte consecutive: «Ma questa partita ha un’importanza fondamentale per la Lazio. Per la classifica e per l’ambiente: qui chi vince vive tranquillamente fino al prossimo derby». Il punto è che al prossimo derby potrebbe non esserci Reja: lo strappo con la società è stato ricucito, ma è una toppa che durerà (al massimo) fino a giugno. «Non si può mai dire — sorride il tecnico —, le cose cambiano anche nel giro di una settimana. Speriamo non sia il mio ultimo derby: con Lotito ci incontreremo e vedremo se il progetto potrà continuare o se le strade si separeranno».

Derby, si va verso le 55.000 presenze

  Il derby tra Roma e Lazio viaggia verso il tutto esaurito. Sono quasi 53.000 i biglietti venduti: 15.000 dalla Roma (a cui si aggiungono 18.000 abbonati) e 19.000 della Lazio. Stamane il numero salirà ancora –come riporta il Corriere dello Sport, a firma di Massimo Splendore-arrivando intorno ai 55.000 o forse più. Sono rimasti alcuni posti in Monte Mario, altri in Distini Lazio: si possono acquistare sempre tramite ricevitorie, Roma Store e Lazio Style, ma non alla biglietteria dell’ostello della gioventù che per motivi di sicurezza resterà chiusa. In Tevere, oltre agli abbonati della Roma, ci saranno anziani, donne, ragazzi, bambini, disabili e le scuole calcio delle due società.
SICUREZZA. La macchina della sicurezza per il derby è andata avanti, nonostante ci fossero stati ieri tre cortei nella Capitale (lavoratori edili, la destra e i no tav) tra piazza della Repubblica, Bocca della Verità, il centro città, piazzale Tiburtino e Largo Preneste. Il questore ha chiesto che ci sia un potenziamento della supervisione degli steward nella zona dello stadio che sono stati incrementati del 20 % rispetto la norma: saranno 620, affiancati da personale in borghese della Questura.
VIABILITA’. Le consuete vie d’accesso immediato saranno chiuse, l’apertura dei cancelli è stata anticipata a mezzogiorno, mentre il Gruppo Operativo Sicurezza aprirà il quartier generale all’Olimpico alle 9. Saranno molte le pattuglie in borghese impiegate al controllo ed alla vigilanza delle zone circostanti allo stadio. 

L'asso nella manica di Reja: Kozàk


E se il gol partita arrivasse dalla panchina? Nella Lazio c’è uno specialista in questo: Libor Kozàk. Ogni volta che viene chiamato in causa riesce a sbloccare le partite regalando i tre punti a Reja. Due gol su due –come riporta il Corriere dello Sport, a firma Rindone- li ha fatti entrando dalla panchina, uno contro il Cesena ed un altro (seppur inutile ai fini del risultato) contro il Palermo. Nessuno in Serie A ha la sua media realizzativa, nessuno ha segnato le uniche reti firmate in campionato entrando in corsa. Nella compagine biancoceleste, soltatno Lorik Cana e Tommaso Rocchi si sono avvicinati a lui. Il gigante ceco è il jolly di Reja, la carta finale, l’uomo chiamato in causa per rimettere in piedi una partita che sembra destinata verso un binario morto. Kozàk durante la settimana studia molto Klose, sia in allenamento che in partita.


Fonte: lalaziosiamonoi.it